Quando
Martino era ancora un soldato, ebbe la visione che
diverrà l'episodio più narrato della sua vita. Si
trovava alle porte della città di Amiens con i
suoi soldati quando incontrò un mendicante seminudo.
D'impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo
condivise con il mendicante. Quella notte sognò che Gesù
si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello
che aveva condiviso. Udì Gesù dire ai suoi angeli: "Ecco
qui Martino, il soldato romano che non è battezzato,
egli mi ha vestito." Quando Martino si risvegliò il suo
mantello era integro. Il mantello miracoloso venne
conservato come reliquia, ed entrò a far parte
della collezione di reliquie dei re Merovingi dei
Franchi. Il termine latino per "mantello corto",
cappella, venne esteso alle persone incaricate di
conservare il mantello di san Martino, i cappellani, e
da questi venne applicato all'oratorio reale, che non
era una chiesa, chiamato cappella.
Biografi illustri di Martino sono il suo "primo" discepolo Sulpicio Severo ed anche Venanzio Fortunato con il poema "Vita di san Martino"
Conversione al cristianesimo
Il sogno ebbe un tale impatto su Martino, che si fece battezzare il giorno seguente e divenne cristiano. Decise di lasciare l'esercito e divenne un monaco nei pressi della città di Tours, sotto la protezione del vescovo Ilario di Poitiers.
Martino si
adoperò per la conversione alla
cristianità della popolazione gallica,
facendo molti viaggi per predicare nella
Francia centrale ed occidentale,
soprattutto nelle aree rurali, demolendo
tempietti ed altari pagani.
Nel corso di questa opera divenne
estremamente popolare, e nel 371
divenne vescovo di Tours. Martino
si rifiutò di vivere nella città e
invece fondò un monastero a poca
distanza dalle mura, che divenne la sua
residenza. Il monastero, noto in latino
come Maius monasterium (monastero
grande), divenne in seguito noto come
Marmoutier.
Martino lottò contro l'eresia ariana. L'opera di Martino di Tours consentì di vincere l'eresia, creando le premesse per il Concilio di Nicea.
Culto popolare
San
Martino di Tours viene ricordato l'11
novembre, sebbene questa non sia la
data della sua morte. Nei primi secoli
del cristianesimo, il culto reso ai
santi spesso si collegava alla data
della depositio nella tomba. Questa data
è diventata una festa straordinaria in
tutto l'Occidente, a causa di un numero
notevole di cristiani che portavano il
nome di Martino. Nel Concilio di
Macon, era stato deciso che sarebbe
stata una festa non lavorativa.
Molte chiese in Europa sono
dedicate a san Martino. L'11 novembre i
bambini delle Fiandre e delle
aree cattoliche della Germania e
dell'Austria, partecipano a una
processione di lanterne. Spesso, un uomo
vestito come Martino cavalca in testa
alla processione. I bambini cantano
canzoni sul santo e sulle loro lanterne.
Il cibo tradizionale di questo giorno è
l'oca. Secondo la leggenda,
Martino era riluttante a diventare
vescovo, motivo per cui si nascose in
una stalla piena di oche. Il rumore
fatto da queste rivelò il suo
nascondiglio alla gente che lo stava
cercando.
In anni recenti la processione
delle lanterne si è diffusa anche nelle
aree protestanti della Germania,
nonostante il fatto che la Chiesa
protestante non riconosca il culto
dei Santi.
In Italia il culto di san Martino è legato alla cosiddetta estate di San Martino, all'inizio di novembre.